INFORMAZIONI SULLA MANOVRA DEL GOVERNO NELLA SCUOLA E NELL’UNIVERSITA’
Premessa: Le seguenti proposte fanno capo a tre provvedimenti fondamentali: legge 133 del 6/08/08 (legge di conversione recante disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria) il successivo Piano Programmatico basato sull’art.64 della suddetta legge e concertato dal ministro dell’istruzione e dell’economia; il decreto legge 137 in vigore dal 1/09/08 (Decreto Gelmini) e in via di approvazione dopo che il 7/10 il Governo ha chiesto e ottenuto la Fiducia al Parlamento.
Scuola dell’infanzia (materna) Dal Piano Programmatico: è previsto, in un’ottica di generalizzazione e tenendo conto delle diverse esigenze delle famiglie, l’orario antimeridiano con un solo insegnante per sezione e riorganizzando il più possibile delle sezioni di una medesima scuola sulla base di tale opzioni. Le conseguenti economie di ore e di posti potranno consentire nuove attivazioni e conseguentemente l’estensione del servizio. Sono reintrodotte anche le sezioni Primavera (cioè 2/3 anni).
Conseguenze: un insegnante per sezione, meno sezioni, più alunni (ancora molto piccoli e quindi con esigenze diverse dagli altri) per sezione. Inevitabili disagi delle famiglie che si troverebbero senza un servizi di qualità funzionante come invece è la materna attuale.
Scuola Primaria (elementare): art.4 D.L.137 (Decreto Gelmini) le classi prime a partire dal prossimo anno, saranno affidate ad un unico insegnante e funzionanti con orario di ventiquattro ore settimanali.
Nei regolamenti si tiene comunque conto delle esigenze, correlate alla domanda delle famiglie, di una piu’ ampia articolazione del tempo-scuola.
Conseguenze: Ogni insegnante sarà solo di fronte alla classe, alla didattica, alle problematiche dei bambini, senza possibilità di confronto, anche per i genitori. Con un unico docente e senza le ore di compresenza non sarà più possibile organizzare attività a piccoli gruppi, di potenziamento, di recupero, di integrazione. Per ovvi motivi di sicurezza in base alla normativa vigente, la classe intera non potrà più uscire da scuola: addio alle visite ai musei, alle rassegne teatrali, alle manifestazioni sportive, alle gite, alle esperienze didattiche sul territorio…L’introduzione dell’insegnante unico e l’aumento degli alunni per classe mette a rischio l’integrazione degli alunni diversamente abili e/o in difficoltà di apprendimento. Le famiglie verranno lasciate più sole e sarà leso il diritto allo studio di ogni bambino. Non solo il docente sarà unico, ma dovrà insegnare tutte le materie in minor tempo: 4 ore al giorno per 6 giorni la settimana, oppure meno di 5 ore al giorno per 5 giorni la settimana. Ogni alunno subirà una riduzione dell’istruzione di 132 ore all’anno. In cinque anni, tale riduzione sarà di 660 ore. E il pomeriggio? Presumibilmente un dopo scuola a pagamento gestito da soggetti non bene identificati. Secondo Gelmini “riusciremo a migliorare il servizio estendendolo a più classi”. NON È VERO! L’introduzione del”maestro unico” abolisce, di fatto, il tempo pieno. Chi starà con i bambini durante la mensa e durante le ore senza maestra/o? Ritorna quindi il doposcuola, chi lo terrà? Chi lo pagherà? Le famiglie costrette ad avere il tempo pieno, si dirigeranno inevitabilmente verso le scuole private che lo potranno garantire sfruttando economicamente, come già fanno, le insegnanti che vi lavorano; saranno quindi costretti a pagare la scuola.
Infine insegnante unico significa unico punto di vista, unica impostazione metodologica, unica impostazione culturale, unico modello di riferimento, in barba alla multiformità di espressioni e al pluralismo di idee.
Ritorna il voto in condotta (art.2 D.L.137: viene valutato il comportamento di ogni studente durante tutto il periodo di permanenza nella sede scolastica, anche in relazione alla partecipazione alle attivita’ ed agli interventi educativi realizzati dalle istituzioni scolastiche anche fuori della propria sede.
Conseguenze: il voto in condotta non funzionerà (non ha mai funzionato) come spauracchio per ridurre i fenomeni di bullismo e tutti i comportamenti socialmente indesiderati. Infatti, chi sarà bocciato/a a causa di un basso voto in condotta vivrà una situazione di esclusione, determinata dall’abbandono forzato della classe o della scuola. Questo stesso criterio vale anche per la scuola primaria, per scoraggiare, (secondo loro) segnali di bullismo sul nascere.
Scuola secondaria di I grado (media) dal Piano Programmatico: L’orario obbligatorio delle lezioni è definito, in via ordinaria,nella misura di 29 ore settimanali (rispetto alle 32 attuali) con conseguente adattamento del quadro orario previsto dall’allegato C al decreto legislativo 19 febbraio 2004, n. 59.
Le classi funzionanti col tempo prolungato, previste dall’art. 166, comma 4 del Testo Unico delle
disposizioni legislative in materia di istruzione, di cui al decreto legislativo 16 aprile 1994, n. 297, e
successive modificazioni, saranno ricondotte all’orario normale qualora non dispongano di servizi e
strutture per lo svolgimento obbligatorio di attività in fascia pomeridiana per almeno tre giornate a settimana.
Conseguenze: riduzione di cattedre per gli insegnanti e fine dell’esperienza podsitiva del tempo prolungato sia didatticamente che dal punto di vista formativo.
Scuola secondaria superiore dal Piano Programmatico: l’orario obbligatorio di lezione nei licei classici, linguistici, scientifici e delle scienze umane sarà pari ad un massimo di 30 ore settimanali, con conseguente revisione dei quadri orario previsti dagli allegati al decreto legislativo 17 ottobre 2005, n. 226.
Per i licei artistici e i licei musicali e coreutici l’orario obbligatorio di lezione sarà di 32 ore
settimanali, con conseguente revisione dei quadri orario previsti dagli allegati al decreto legislativo
17 ottobre, n. 226.
Per gli istituti tecnici e professionali previsti dalla legge 2 aprile 2007, n. 40, per i quali il numero
degli indirizzi di studio dovrà essere opportunamente ridimensionato tenendo conto anche delle
proposte del documento finale predisposto dall’apposita Commissione ministeriale di studio,
l’orario obbligatorio delle lezioni non potrà essere superiore a 32 ore settimanali, comprensive delle
ore di laboratorio. Per quanto riguarda gli indirizzi degli istituti professionali, si fa rinvio a quanto
in precedenza previsto per la semplificazione e riduzione dei percorsi.
Conseguenze: riduzione oraria, significa perdita di materie e quindi impoverimento sia dell’apprendimento che dal punto di vista culturale. Tutto ciò comporta tra le altre cose una riduzione delle cattedre e quindi del numero degli insegnanti. Quali saranno quelle che verranno penalizzate? Le scuole professionali avranno una riduzione (già prevista nella riforma Moratti) formativa importante, si tornerà forse alla scuola di avviamento? Si creeranno istituti di serie A e di serie B?
Università: legge 133 art 16: sono previsti tagli per 1.5 miliardi nei prossimi 5 anni. E’ prevista per ogni singola Università la possibilità di trasformarsi in Fondazione.
Conseguenza: probabile fallimento degli Atenei con l’eventuale chiusura di Corsi di Laurea e Facoltà. La trasformazione in Fondazioni comporterà il peggioramento della qualità della didattica che non sarà più autonoma; mancanza di autonomia della ricerca al servizio dei privati che finanziano le Università; aumento illimitato delle tasse universitarie.
Tutto questo con la complicità della stampa e della tv che criminalizzano gli insegnanti, i genitori e gli studenti che si stanno ribellando in varie parti d’Italia, che fanno disinformazione e non danno spazio a voci e opinioni alternative soprattutto di chi quotidianamente vive la realtà scuola.
Considerazioni: Sono previsti circa 150 mila tagli di insegnanti tra i vari ordini di scuola, considerando anche i precari che con questa riforma non lavoreranno più nella scuola dopo aver conseguito i titoli di studi specifici per insegnare. Ma aldilà dell’evidente manovra economica e speculativa, il progetto è molto più ampio e più meschino e per niente mascherato.
E’ in atto una demolizione dell’istruzione e della formazione pubblica creando le condizioni per cui solo chi pagare a diritto a studiare ed apprendere.
Dopo la manipolazione dell’informazione adesso c’è la manipolazione del sapere. La formazione e l’istruzione diventano forme di potere che unite al potere economico possono indebolire ancora di più popoli interi chiudendogli il futuro e addormentandogli la coscienza.
Per questo motivo il futuro dell’educazione non è solo importante per chi ci sta dentro ma un tema che investe tutte le persone. Come insegnante insieme a Paola Poggi e Eleonora Gnot, come genitore, facciamo parte del coordinamento genitori insegnanti della Toscana. E’ un coordinamento trasversale, che si sta diffondendo continuamente e che trova collaborazione anche negli studenti e professori universitari e negli studenti delle scuole superiori. Ho osservato che mentre chi è al potere cerca di distruggere e minare la fiducia tra la gente, realtà così diverse, come genitori, insegnanti, studenti spesso in opposizioni tra loro, qui vanno verso la convergenza, segno che il tema tocca veramente e prioritariamente tutti.
Per chi fosse interessato ad iscriversi a questo coordinamento per partecipare attivamente o semplicemente per restare informato e diffondere le informazioni il più possibili, può scrivere a coordinamentogenitorinsegnantitoscana-subscribe@yahoogroups.com.
Posted on October 13th, 2008 by paolo
Filed under: La Comunità per lo sviluppo umano
Forse si può fare qualcosa.
Sta girando un’idea che potrebbe cambiare le carte in tavola.
Ve la riassumo brevemente:
Sta’ accadendo un fatto nuovo: il mondo dell’università e della scuola si sta rendendo conto sulla propria pelle che il consenso che ha oggi chi ci governa si basa sulla manipolazione dell’informazione.
Ma questo mondo è vastissimo. Sono milioni di persone.
Se riusciamo ora a far capire ad un numero sufficiente di persone quali sono le manipolazioni, come vengono fatte, chi le fa, e perché si fanno. Allora le cose possono cambiare.
L’idea nella sostanza è quella di creare un movimento che affronti e denunci direttamente queste manipolazioni
Ti scrivo di seguito quanto apparso in altri blog:
….si potrebbe per esempio fare un blog che spiega giorno per giorno le mistificazioni che vengono raccontate per i suoi telegiornali.
Si potrebbe poi stampare quelle più importanti in una pagina ben scritta e documentata da appendere in giro e da volantinare.
Qualcosa ad esempio che esordisca così:
LA TELEVISIONE VI PRENDE IN GIRO:
Le frottole del giorno dei telegiornali
… e via un elenco
Quelle più importanti della settimana.
… e via un altro elenco…
E ovviamente l’indirizzo del blog…
Immaginate se nelle bacheche di tutta Italia delle università, delle scuole, delle associazioni, dei circoli, delle parrocchie, venisse appesa una pagina del genere!